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I Nostri Pesci > Tropicale > Invertebrati e crostacei
In acquariofilia dolce/salmastra l’uso degli invertebrati è stato pressoché nullo fino alla fine degli anni '80. Quasi nessuno aveva capito i potenziali vantaggi dell’impiego di Molluschi e Artropodi in acquari di piante. Solo pochi appassionati ne facevano uso, ma più che altro per vezzo, e la disponibilità di Gasteropodi, Bivalvi e Crostacei nei negozi di settore era pressoché nullo. Negli anni ’90 l’acquariofilia ha avuto una notevole impennata d’interesse, ha vissuto un buonissimo periodo prolungatosi anche nella parte iniziale del decennio successivo, gli acquariofili europei hanno avuto così modo di evolversi approfondendo varie tematiche che, prima, erano difficilmente approfondibili, sono nate molte nuove riviste di settore e poi internet ha fatto il resto.In quegli anni (come ancora tutt'oggi) i più grandi allestitori di acquari erano per lo più asiatici e le foto delle loro "innovative" vasche riempivano le pagine delle più importanti riviste di acquariofilia; proprio da loro gli acquariofili europei hanno iniziato ad ereditare l’uso comune degli invertebrati in acquari dolci/salmastri, soprattutto in plantacquari. Un classico esempio di questa influenza è rappresentato da Mr. Takashi Amano, da molti considerato il più grande allestitore di acquari di tutti i tempi, il punto di riferimento; Amano quando iniziò a stupire il mondo con i suoi meravigliosi acquari presentava spesso allestimenti di sole piante e invertebrati. I più impiegati da lui erano i Crostacei.Gli appassionati impazzirono letteralmente di fronte alle foto dei suoi acquari e, sognando di diventare bravi come lui, iniziarono a ricercare nei negozi quelle specie di invertebrati che Amano era solito impiegare.Sull’onda della spinta data quindi da alcuni precursori asiatici, l'acquariofilo occidentale comprese finalmente doti e benefici di molluschi e artropodi, iniziando a ricercarli e ad acquistarli.Il mercato rispose prontamente ed iniziarono ad essere sempre più disponibili anche nel mercato europeo gasteropodi, bivalvi e crostacei di vari tipi.Il loro impiego all’inizio era solo per esigenza, chi li acquistava lo faceva solo per contrastare l'incedere delle alghe e mantenere più pulito possibile l'acquario. Con il passare degli anni però il mercato degli invertebrati ha preso sempre più piede fino a divenire un vero business, gli allevatori (soprattutto asiatici) hanno innondato i negozi di gasteropodi e gamberetti di tutti i tipi e di tutti i colori, selezioni d’allevamento dalle sembianze sempre più appariscenti e accattivanti, capaci quindi di evadere dal ruolo di "animali pulitori" e di candidarsi a protagonisti dell'acquario.Ora l’appassionato li compra anche e soprattutto per scelta estetica, non solo per esigenza, su internet sono sorti portali e forum interamente dedicati agli invertebrati d'acqua dolce/salmastra, alcuni interamente dedicati solo ai gamberetti, altri solo ai gasteropodi, è addirittura nato il concetto di “caridinaio”, ormai un must, in pratica un acquario di sole Caridine e/o Neocaridine, che siti e riviste di settore trattano ormai come un tipo di acquario ben distinto, e così, al fianco di marino, salmastro, dolce, malawi, ecc... ecco comparire il “caridinaio”, e non c'è acquariofilo che prima o poi non provi ad averne uno.
Funzione biologica degli invertebrati in acquario dolce e salmastro
Mi soffermo solo su quelli maggiormente impiegati, quindi Gasteropodi, Bivalvi e Crostacei.Crostacei e Gasteropodi: svolgono un'efficace e costante azione pulitrice su fondali, piante ed arredi, nonchè, soprattutto per i Gasteropodi, anche sui vetri. La loro dieta è onnivora, ma le specifiche preferenze alimentari variano poi da specie a specie, e anche in base alle condizioni di allevamento. Le specie più apprezzate e ricercate sono quelle a dieta prettamente fitofaga con tendenza al saprofagismo, in pratica delle perfette spazzine, che preferibilmente non tendano però a mordicchiare le piantine.Alcune specie di Gasteropodi sono invece/inoltre apprezzate in quanto scavatrici, nel senso che vivono e/o si riproducono prettamente nel fondale, scavandovi incessantamente tunnel in lungo e in largo. Tale attività di scavo permette una migliore circolazione di acqua ed Ossigeno nel fondale, scongiurando così il rischio di asfissia delle radici delle piante, favorendo una corretta colonizzazione batterica del fondale e riducendo il rischio di insorgenza di sacche anossiche (molto pericolose per fauna e flora) negli strati più profondi del substrato.Bivalvi: sono in pratica dei filtri viventi, non fanno altro che filtrare incessantemente acqua attraverso derma e corpo, in tal modo consentono di eliminare buona parte del pulviscolo in sospensione (spesso formato da molecole di natura organica) dando una più o meno grossa mano a tenere l'acqua limpida e povera di Nitrato, Nitrito ed altri elementi tossici, soprattutto nei livelli inferiori.